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nEWS
29 maggio 2007 La 59esima riunione dell’Iwc, tenutasi ad Anchorage, Alaska (Usa) ha deciso che la caccia commerciale alle balene non verrà ripresa respingendo con 37 voti a favore e 4 contrari, le richieste di Giappone, Norvegia, Islanda. La Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission) l'organismo che regolamenta la caccia alle balene e la protezione dei cetacei in generale a cui aderiscono 74 Paesi di tutto il mondo ha ribadito che «la moratoria alla caccia baleniera commerciale resta in vigore e che le ragioni che hanno portato all’adozione della moratoria sono ancora rilevanti”». è stata così ribaltata la precedente risoluzione di Saint Kitts con la quale i Paesi favorevoli alla caccia avevano ottenuto una risicata maggioranza, e sono state respinte anche le pretese giapponesi di “caccia a fini scientifici”. La Commissione si riunisce ogni anno e adotta regolamenti su limiti di cattura, metodi di caccia ed aree protette. Si compone di tre Comitati principali: scientifico, tecnico e finanziario amministrativo.Il Comitato scientifico elabora un report con raccomandazioni e linee guide per la conservazione dei cetacei. Gli studi del Comitato rappresentano il punto di partenza per la fase successiva dei lavori della Conferenza, quella nel corso della quale i governi degli Stati membri si confrontano per elaborare scelte comuni da trasferire nelle legislazioni nazionali. La International Whaling Commission fu istituita nel 1946 per favorire uno sviluppo coordinato dell'industria baleniera. In tempi più recenti si è mossa per una maggiore protezione dei cetacei, anche se alcuni dei Paesi membri sono ancora favorevoli alla loro caccia. Grazie alla Commissione, dal 1986 è in vigore una moratoria su tutta la caccia commerciale alla balena, con il rifiuto ad applicarla da parte di Norvegia, Unione Sovietica e Giappone.
PROGRESS REPORTS 2007 http://www.iwcoffice.org/_documents/sci_com/SCRepFiles2007/Annex Q Final.pdf
PROGRESS REPORTS 2006
Rapporto Nazionale delle
ricerche sui cetacei, (pdf file) Progress Report -annex- (pdf file)
PROGRESS REPORT 2005 The 2005 National Progress Reports submitted to the Scientific Committee meeting in Ulsan
http://www.iwcoffice.org/_documents/sci_com/SCRepFiles2007/Annex Q Final.pdf
(Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e Tecnologica Applicata al Mare)
International Whaling Commission
The official CITES web site (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Flora and Fauna)
L'invenzione
del cannoncino lanciarpione nel 1868, ad opera del
norvegese Sven Foyn, cancellerà definitivamente l'elemento simbolico-mitologico
del conflitto primordiale tra l'uomo e le forze
misteriose della natura e
organizzerà industrialmente un attività che
esprimeva ancora, nella logica di quel contesto e di
quei tempi, la vitalità e le virtù eroiche degli
equipaggi delle baleniere. Era l'inizio di un epoca di
caccia dura e spietata che continua ancora oggi. Negli anni venti le
navi-officina si moltiplicarono e nel 1938 si raggiunse
il numero record di 54.835 catture. Negli anni a
seguire, dopo la seconda guerra mondiale, a causa del
cosiddetto "overfishing", l'industria della caccia alla
balena si dovette rivolgere verso specie di taglia più
piccola come balene blu, balenottere e capodogli. I
cetacei di ogni specie sono minacciati d'estinzione.
Solo nell'Antartico, secondo uno studio dello scorso
anno della Commissione baleniera internazionale
resterebbero meno di 1000 balene blu, 2000 balenottere
comuni e 3000 capodogli. Lo studio riferisce anche che
varie specie di balene sono completamente scomparse
mentre all'inizio del secolo scorso ne esistevano
centinaia di migliaia di rappresentanti di ciascuna. Una
mattanza che tra proteste, moratorie, leggi permissive,
prosegue comunque implacabile da anni.
ALTRE MINACCE PER I CETACEI SONO RAPPRESENTATE DA
LE RETI DA PESCA la missione Odyssey ha rivelato che ogni anno, nel mondo, finiscono nelle reti da pesca 300 mila cetacei LE COLLISIONI Tra i principali nemici delle balene ci sono le navi: solo nel Mediterraneo il 15,5% dei cetacei è stato ucciso in questo modo L' INQUINAMENTO I sistemi immunitari e riproduttivi delle balene sono minacciati da veleni come Pcb (policloruro bifenili) e Ddt I
Negli ultimi anni anche la "ricerca scientifica" e sonar militari tra le principali cause di morte di migliaia di cetacei (L' inquinamento acustico dei sonar causa danni fisiologici ai cetacei e provoca il loro disorientamento).
(Articoli precedenti)
WELLINGTON (Nuova Zelanda) 22 dicembre 2005 - Centinaia di volontari, compresi parecchi turisti, stanno lottando da due giorni per salvare circa 120 balene arenate su una spiaggia dell'Isola del Sud, nel più grande fenomeno del genere in Nuova Zelanda da 12 anni. Da quando le balene si sono arenate martedì sulla spiaggia di Puponga, circa 150 km a nordovest della città di Nelson, 19 sono già morte, secondo quanto riferito da mezzi di informazione locali.
SYDNEY, 22 DIC - GREENPEACE AFFRONTA FLOTTA GIAPPONESE MARI ANTARTICI. Cannoni ad acqua e battelli rovesciati, in uno scontro 'da Davide e Golia' fra due equipaggi di Greenpeace e una flotta di cinque baleniere giapponesi nelle acque gelide dell'Oceano Meridionale, dove i grandi cetacei dovrebbero essere protetti da un Santuario internazionale. Le baleniere, munite di grandi stive frigorifere, stavano cacciando e macellando balene minke, o balenottere minori, quando sono state individuate ieri da due navi dell'organizzazione ambientalista, Esperanza e Arctic Sunrise.
SIDNEY 07 -01- 2006 - NUOVO ATTO DI FORZA DI GREENPEACE che ostacola fisicamente l'attività delle grandi navi della flotta giapponese per tenere desta l'attenzione del mondo sul massacro delle balene. La loro battaglia sarà dura. Ma gli attivisti di Greenpeace impegnati nella campagna di salvataggio delle balene, oggetto di una caccia sfrenata nei Mari del Sud, non hanno intenzione di demordere. E anche in questi giorni sono entrati in azione.
SYDNEY, 13 -01-2006 - Il governo laburista della Nuova Zelanda si schiera dalla parte degli ambientalisti nella 'guerra navale' contro le baleniere giapponesi. Due le mosse: mandare di pattuglia un aereo militare e invitare altri paesi a protestare presso Tokyo. Il ministro dell'Ambiente Chris Carter ha esortato Australia,Gran Bretagna e altri paesi europei a sottoscrivere una lettera di protesta da mandare al governo nipponico. 'Una reazione concertata - ha detto - potra' mettere fine all'uccisione delle balene'.
SYDNEY, 16 GEN Greenpeace sta rivedendo le sue tattiche, dopo che un arpione sparato da una baleniera giapponese ha mancato di poco un suo gommone che cercava di fare da scudo a una balena, facendo cadere uno degli attivisti nell'acqua gelida del mare antartico.
La protesta formale dei 17 Paesi riguarda l'aumento sconsiderato delle balene cacciate dal Giappone che ne caccia più ora che nei 31 anni precedenti la moratoria, in vigore dal 1986. I governi fanno notare anche come il Giappone non abbia rispettato gli inviti a non aumentare il numero di balene cacciate rivoltogli dalla Commissione Baleniera Internazionale.
21 giugno 2006 Balene battono Giappone 5 a 1 Nonostante le pressioni e le manipolazioni politiche ed economiche il Giappone non è riuscito a far riaprire la mattanza alle balene.
Ieri si è
svolta una partita ben più importante di
quelle che si stanno svolgendo sui campi
tedeschi. Era la partita delle balene.
Balene contro Giappone. Nelle isole S. Kids
& Navy si è svolta la 58° riunione della
commissione baleniera internazionale e il
Giappone aveva richiesto la riapertura della
caccia alle balene.
Carne di Balena? No, grazie, preferisco le carote.
Per capire meglio:
La International Whaling Commission (IWC) venne istituita nel 1946 per "garantire la conservazione delle popolazioni di balene in modo da permettere lo sviluppo dell’industria della caccia". A quell’epoca, la caccia indiscriminata aveva già decimato diverse popolazioni di grandi balene. La balena grigia, la balena della Groenlandia e la balena franca erano infatti considerate specie commercialmente estinte. Questa situazione perdurò fino a quando nel 1982, i membri dell’IWC votarono l’introduzione di una moratoria sulla caccia commerciale, entrata in vigore nel 1986.
E’ proprio nella Convenzione IWC
(Commissione Baleniera Internazionale), la scappatoia che permette agli stati di cacciare
balene per legittimi scopi scientifici.
Norvegia e Giappone, che sono, a tutt’oggi, gli unici due paesi che hanno
industrie baleniere, aggirano il divieto di
commercio riguardo alle loro attività di cacciatori di frodo, sviluppando dei
registri del DNA per tutte quelle balene
catturate entro le quote da loro stessi stabilite, in modo che la carne di
balena sul mercato possa essere
controllata per verificare se proviene dalla loro caccia “regolare”.
Giappone (e Norvegia) non rispettano il divieto sul commercio internazionale di carne di balena come stabilito dalla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora). A tutt’oggi più di 150 paesi fanno parte del trattato CITES. Giappone e Norvegia hanno ripetutamente chiesto alla CITES di spostare le balene ad una categoria più bassa di protezione (Appendice II) che permetterebbe un traffico commerciale. E ripetutamente, le Parti della CITES hanno rifiutato questa proposta.
Non si riesce a trovare una strada per far progredire l'IWC a favore della tutela delle balene: l'ingresso di nuovi paesi all'interno dell'IWC potrebbe far uscire la gestione delle balene dallo status-quo e portare nuova linfa vitale capace di smuovere decisioni importanti come l'istituzione di nuovi santuari per le balene, l'eliminazione della cosiddetta caccia scientifica che ha consentito al Giappone di cacciare, dal 1986 fino ad oggi migliaia di balene, comprese alcune specie fortemente minacciate, come , per esempio, la Balenottera boreale.
“Delle 80 specie di cetacei
esistenti nel mondo, 13 sono considerate minacciate dall’ IUCN (Unione Mondiale
della Conservazione) ma per ben 39 specie non vi sono dati sufficienti di
conoscenza”.
Sottolinea Giuseppe Notarbartolo di Sciara, uno dei massimi esperti di cetacei …”Per salvare i cetacei, giganti estremamente fragili anche per la loro bassa natalità”, suggerisce Notarbartolo vanno create aree protette marine, grandi santuari d'alto mare come quello istituito nel Mar Ligure, e lo stop immediato alla caccia, un'attività assolutamente anacronistica”.
MORATORIA AGGIRATA - Tokyo aveva abbandonato la caccia commerciale alle balene nel 1986 in ottemperanza ad una moratoria internazionale, ma dall'anno dopo ha dato inizio ad un programma di ricerca, che non è altro che una caccia commerciale mascherata, per rifornire i mercati del pesce e i ristoranti del Paese, dove la carne di balena è molto ricercata.«La caccia alle balene non può essere giustificata da motivazioni scientifiche». E' cio che emerge dal nuovo rapporto del Wwf presentato in occasione dell'apertura odierna della 57a Commissione baleniera Internazionale in Corea. Il Giappone ha infatti annunciato in occasione dell'apertura dei lavori che rafforzerà la caccia alle balene per scopi scientifici e di ricerca sfidando così i partner internazionali riuniti a Ulsan. Il rapporto sottolinea, inoltre, che nonostante dal 1986 è diventata operativa la moratoria che proibisce la caccia alle balena, ne sono stati uccisi 24.000 esemplari. Settemila in nome della scienza. Principale colpevole proprio il Giappone, che usa, secondo il rapporto, presunte giustificazioni scientifiche per aggirare la moratoria.
Il Giappone, una delle nazioni più avanzate al mondo in termini di progresso tecnologico, si ostina a uccidere ogni anno 650 balene utilizzando nel XXI secolo la scienza degli anni '40".
Per la
cronaca il Giappone impiega la "Whalegrenade
99": una cartuccia d'acciaio di 5 cm,
contenente 20 gr. di esplosivo penthrite che
viene sparata da un cannone. Quando penetra
nella balena, esplode creando temperature di
alcune migliaia di gradi e la balena muore
in 2 o 3 minuti.
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