Per ogni balena uccisa cancelliamo un pezzo del nostro futuro

              nEWS       

 

29 maggio 2007

La 59esima riunione dell’Iwc, tenutasi ad Anchorage, Alaska (Usa) ha deciso che la caccia commerciale alle balene non verrà ripresa respingendo con 37 voti a favore e 4 contrari, le richieste di Giappone, Norvegia, Islanda. La Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission) l'organismo che regolamenta la caccia alle balene e la protezione dei cetacei in generale a cui aderiscono 74 Paesi di tutto il mondo ha ribadito che «la moratoria alla caccia baleniera commerciale resta in vigore e che le ragioni che hanno portato all’adozione della moratoria sono ancora rilevanti”». è stata così ribaltata la precedente risoluzione di Saint Kitts con la quale i Paesi favorevoli alla caccia avevano ottenuto una risicata maggioranza, e sono state respinte anche le pretese giapponesi di “caccia a fini scientifici”. La Commissione si riunisce ogni anno e adotta regolamenti su limiti di cattura, metodi di caccia ed aree protette. Si compone di tre Comitati principali: scientifico, tecnico e finanziario amministrativo.Il Comitato scientifico elabora un report con raccomandazioni e linee guide per la conservazione dei cetacei. Gli studi del Comitato rappresentano il punto di partenza per la fase successiva dei lavori della Conferenza, quella nel corso della quale i governi degli Stati membri si confrontano per elaborare scelte comuni da trasferire nelle legislazioni nazionali. La International Whaling Commission fu istituita nel 1946 per favorire uno sviluppo coordinato dell'industria baleniera. In tempi più recenti si è mossa per una maggiore protezione dei cetacei, anche se alcuni dei Paesi membri sono ancora favorevoli alla loro caccia. Grazie alla Commissione, dal 1986 è in vigore una moratoria su tutta la caccia commerciale alla balena, con il rifiuto ad applicarla da parte di Norvegia, Unione Sovietica e Giappone.

 

PROGRESS REPORTS 2007

PROGRESS REPORT 2007 ITALY

http://www.iwcoffice.org/_documents/sci_com/SCRepFiles2007/Annex Q Final.pdf

 

PROGRESS REPORTS 2006

Rapporto Nazionale delle ricerche sui cetacei,
presentato alla scorsa riunione IWC a St Kitts.

(pdf file)

Progress Report  -annex- (pdf file)

 

PROGRESS REPORT 2005

The 2005 National Progress Reports submitted to the Scientific Committee meeting in Ulsan

 (downloadable pdf file)

 

http://www.iwcoffice.org/_documents/sci_com/SCRepFiles2007/Annex Q Final.pdf

 

 

ICRAM

(Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e Tecnologica Applicata al Mare)

 

 

International Whaling Commission

 

The official CITES web site

(Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Flora and Fauna)

 


L'invenzione del cannoncino lanciarpione nel 1868, ad opera del norvegese Sven Foyn, cancellerà definitivamente l'elemento simbolico-mitologico del conflitto primordiale tra l'uomo e le forze misteriose della natura e organizzerà industrialmente un attività che esprimeva ancora, nella logica di quel contesto e di quei tempi, la vitalità e le virtù eroiche degli equipaggi delle baleniere. Era l'inizio di un epoca di caccia dura e spietata che continua ancora oggi. Negli anni venti le navi-officina si moltiplicarono e nel 1938 si raggiunse il numero record di 54.835 catture. Negli anni a seguire, dopo la seconda guerra mondiale, a causa del cosiddetto "overfishing", l'industria della caccia alla balena si dovette rivolgere verso specie di taglia più piccola come balene blu, balenottere e capodogli. I cetacei di ogni specie sono minacciati d'estinzione. Solo nell'Antartico, secondo uno studio dello scorso anno della Commissione baleniera internazionale resterebbero meno di 1000 balene blu, 2000 balenottere comuni e 3000 capodogli. Lo studio riferisce anche che varie specie di balene sono completamente scomparse mentre all'inizio del secolo scorso ne esistevano centinaia di migliaia di rappresentanti di ciascuna. Una mattanza che tra proteste, moratorie, leggi permissive, prosegue comunque implacabile da anni.
 

ALTRE MINACCE  PER I CETACEI SONO RAPPRESENTATE DA

 

LE RETI  DA PESCA la missione Odyssey ha rivelato che ogni anno, nel mondo, finiscono nelle reti da pesca 300 mila cetacei

LE COLLISIONI Tra i principali nemici delle balene ci sono le navi: solo nel Mediterraneo il 15,5% dei cetacei è stato ucciso in questo modo

L' INQUINAMENTO I sistemi immunitari e riproduttivi delle balene sono minacciati da veleni come Pcb (policloruro bifenili) e Ddt I

 

Negli ultimi anni anche la "ricerca scientifica" e sonar militari  tra le principali cause di morte di migliaia di cetacei

(L' inquinamento acustico dei sonar causa danni fisiologici ai cetacei e provoca il loro disorientamento).


  

ROMA - 16 nov 2006 - Nonostante la condanna di tutto il mondo, una flotta di sei baleniere è è partita dal porto giapponese di Shimonoseki per andare a uccidere balene nel Santuario dell’Oceano Antartico. La flotta giapponese intende arpionare 935 balenottere minori e 10 balenottere comuni, classificate come specie protetta. La flotta farà ritorno in Giappone a marzo con la carne di balena già inscatolata per la vendita. Intanto è drasticamente diminuito il consumo di carne di balena e molti cittadini giapponesi criticano le iniziative di caccia intraprese.

Islanda - 22.10.2006 Ripresa la caccia alle balene. Già ucciso un esemplare di specie protetta. L'Islanda ha annunciato, attraverso il ministero della Pesca, la ripresa della caccia alle balene, bandita nel 1985 dalla International Whaling Commission, di cui il Paese è membro dal 2002. L'Islanda e la Norvegia sono le uniche due nazioni al mondo che cacciano le balene per motivi commerciali. A queste si aggiunge il Giappone, che però secondo le autorità le caccerebbe solo per "scopi scientifici". La decisione arriva a quattro mesi dalla risoluzione della Commissione Baleniera Internazionale che giudicava non piu' necessaria la moratoria sulla caccia alla balena. Tale moratoria, tuttavia, non e' stata abrogata. Intanto la caccia alle balene ha fatto la sua prima vittima. Una balenottera e' stata uccisa dall'equipaggio della Hvalur 9. L'esemplare ucciso misurava 21 metri e appartiene alla specie protette che compare nell'elenco redatto dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio.

21 giugno 2006


Balene battono Giappone 5 a 1

Nonostante le pressioni e le manipolazioni politiche ed economiche il Giappone non è riuscito a far riaprire la mattanza alle balene.

Ieri si è svolta una partita ben più importante di quelle che si stanno svolgendo sui campi tedeschi. Era la partita delle balene. Balene contro Giappone. Nelle isole S. Kitts & Navy si è svolta la 58° riunione della commissione baleniera internazionale e il Giappone aveva richiesto la riapertura della caccia alle balene.
Queste le votazioni che erano nell'agenda: Il Giappone chiedeva il voto segreto: vincono le balene 33 a 30; il voto è pubblico. Il Giappone chiedeva di poter cacciare le balene vicino alle coste: vincono le balene 31 a 30, proposta bocciata per solo un voto. Il Giappone chiedeva di poter cacciare la balena Minke: vincono le balene 31 a 30, la caccia non è riaperta per solo un voto. Il Giappone voleva togliere dall'agenda della commissione i cetacei minori: vincono le balene 32 a 30, i cetacei minori sono ancora in agenda. Il Giappone voleva eliminare il santuario dell'atlantico: vincono le balene 33 a 28. Purtroppo il Giappone ha voluto dimostrare il suo potere ed è riuscito a far approvare la dichiarazione di San Kitts & Navy. Una dichiarazione non vincolante che proponeva la riapertura della caccia: in questo caso Giappone vince 33 a 32 grazie all'adesione all'ultimo momento di Senegal e Togo. Mentre tutto il mondo era concentrato sul mondiale di calcio, le balene facevano ben cinque gol al Giappone e ai suoi sterminatori alleati, incassandone uno. Il ministro dell'Ambiente italiano Pecoraro annuncia l'impegno dell'Italia nel consiglio dei ministri europei: «Chiederò di muoverci unitariamente in difesa delle balene» e con efficacia anche in questo ambito, magari costruendo strategie comuni prima delle riunioni dell'Iwc».

1 aprile 2005  GIAPPONE CONCLUDE CACCIA E VUOLE RINNOVO UCCISIONI
Sempre in deroga alla moratoria internazionale. - Quattro baleniere giapponesi sono rientrate oggi alla base nel porto di Shimonoseki, nel sud del Giappone, con a bordo 440 cetacei catturati nei mari dell'Antartide, concludendo un programma, durato 18 anni, di cattura per motivi scientifici, in deroga alla moratoria imposta dalla Commissione internazionale sulla caccia alle balene (IWC). Ma sono pronte a ripartire alla fine del 2005. ''Il programma di caccia per motivi scientifici e' stato un successo perche' ci ha fornito dati preziosi sull'ecosistema antartico. Va pero' continuato, per approfondire molti aspetti ancora poco noti'', si legge in una dichiarazione del direttore generale dell'Istituto di ricerca sui cetacei, Hiroshi Hatanaka, pubblicato sul sito internet dell'Istituto. Fonti del governo giapponese hanno gia' reso noto che presenteranno una proposta per la ripresa del programma di caccia scientifica alla prossima assemblea della IWC in programma a giugno a Ulsan in Corea del sud.La IWC e' spaccata sul problema della moratoria imposta alla caccia commerciale delle balene, che continua pero' a ricevere l'appoggio della maggioranza dei paesi membri, nonostante la forte opposizione di Giappone, Norvegia e Russia. La deroga concessa al Giappone negli ultimi 18 anni e' stata osteggiata da molti paesi, con la motivazione che in realta' la caccia scientifica e' solo un mascheramento di una caccia per motivi commerciali. Visto che la carne delle balene catturate e' comunque venduta nei negozi e servita nei ristoranti giapponesi. Ma il governo di Tokyo difende la caccia ''per motivi legati alla cultura tradizionale e alla salvaguardia delle attivita' dei pescatori'', e fara' di tutto per ottenere un rinnovo della deroga all'assemblea dell'IWC. ''Se la proposta verra' bocciata, c'e' la possibilita' del ritiro del Giappone dall'IWC. E' un nostro diritto'', hanno ammonito fonti del governo. (ANSA)

TOKYO 12 aprile 2005 Il Giappone riapre la caccia "scientifica" alle balene - Il Giappone ha cominciato oggi un nuovo programma di 'caccia scientifica' alle balene, senza attendere la riunione della Commissione internazionale sulla caccia alle balene (IWC), in programma a giugno in Ulsan, in Corea del sud. Stando ad un comunicato del Ministero dell'agricoltura e della pesca, quattro baleniere sono salpate oggi dal porto di Ayukawa nella prefettura settentrionale di Miyagi per catturare 120 animali allo scopo di ''studiare come l'ecosistema marino venga condizionato dalle abitudni di procacciamento del cibo dei cetacei''. Al termine del programma di ricerca scientifica, la carne dei capi catturati sara' venduta sul mercato e distribuita nei ristoranti e nei negozi che servono carne di balena. Il nuovo programma di 'caccia scientifica'' e' scattato poco meno di due settimane dopo la conclusione il 31 marzo scorso di un programma, durato 18 anni, di cattura per motivi scientifici, consentito al Giappone in deroga alla moratoria imposta dalla Commissione internazionale sulla caccia alle balene (IWC). Subito dopo la conclusione del programma, fonti del ministero dell'agricoltura e della pesca avevano detto che avrebbero atteso i risultati della prossima assemblea della IWC prima di ripredere nuovi programmi di caccia scientifica.

BRUXELLES, 20/12/2005 - Cetacei e delfini sono a rischio nel Mediterraneo. E' l'avvertimento lanciato oggi dalla Commissione europea che ha avviato oggi cinque procedure di infrazione contro altrettanti stati membri della regione mediterranea - Italia, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna - per "non avere predisposto sistemi di sorveglianza sufficientemente efficaci per la protezione di balene, delfini e focene". L'Esecutivo di Bruxelles reclama il mancato rispetto da parte di questi stati (e di altri tre del Nord Europa, Gran Bretagna, Olanda e Belgio) della direttiva europea sugli habitat naturali che impone l'obbligo di sorvegliare lo stato di conservazione delle specie protette. Secondo la direttiva Ue 'Habitat', tutte le specie di cetacei sono "specie di interesse comunitario" (ossia in pericolo, vulnerabili, rare o che richiedono particolare attenzione) cui deve essere garantita una rigorosa tutela. Agli stati membri viene anche chiesto di designare zone speciali di conservazione per il delfino maggiore e la focena. Nel primo ammonimento scritto, la Commissione europea sottolinea, in particolare nei confronti di Italia e Grecia, la necessità "di definire una strategia nazionale in materia e non unicamente controlli sporadici". In generale Bruxelles ritiene che, per essere efficace, la sorveglianza dello stato di conservazione delle specie debba essere regolare, riguardare tutte le specie di cetacei e tutte le zone in cui sono presenti.(ANSAmed).

58° Commissione Baleniera Internazionale (IWC)
RISULTATO DEL VOTO PER LA DICHIARAZIONE DI ST. KITTS E NEVIS
non vincolante per una normalizzazione dell’IWC - con la quale si chiede un ritorno al mandato del 1946 secondo cui la commissione era mero regolatore della caccia senza alcuna istanza di conservazione dei cetacei.

No 32, Si 33, Astenuti 1, Assenti 4

1. Antigua and Barbuda - SI
2. Argentina - NO
3. Australia - NO
4. Austria - NO
5. Belgio - NO
6. Belize - NO
7. Benin - SI
8. Brazil - NO
9. Cambogia - SI
10. Camerun - SI
11. Chile - NO
12. Cina - ASTENUTO
13. Costa Rica - ASSENTE
14. Costa d'Avorio - SI
15. Repubblica ceca - NO
16. Danimarca - SI
17. Dominica - SI
18. Finlandia - NO
19. Francia - NO
20. Gabon - SI
21. Gambia - SI
22. Germania - NO
23. Granada - SI
24. Guatemala - ASSENTE
25. Guinea - SI
26. Hungary - NO
27. Islanda- SI
28. India - NO
29. Irlanda - NO
30. Israele - NO
31. Italia - NO
32. Giappone - SI
33. Kenya - ASSENTE
34. Kiribati - SI
35. Corea - SI
36. Lussemburgo - NO
37. Mali - SI
38. Marshal Islands - SI
39. Mauritania - SI
40. Messico - NO
41. Monaco - NO
42. Mongolia - SI
43. Marocco - SI
44. Nauru - SI
45. Olanda - NO
46. Nuova Zelanda - NO
47. Nicaragua - SI
48. Norvegia - SI
49. Oman - NO
50. Palau - SI
51. Panama - NO
52. Perù - ASSENTE
53. Portogallo - NO
54. Russia - SI
55. St. Kitts e Nevis - SI
56. St. Lucia - SI
57. St. Vincent and the Grenadines - SI
58. San Marino - NO
59. Senegal - SI
60. Repubblica slovacca - NO
61. Isole Solomon - SI
62. S. Africa - NO
63. Spagna - NO
64. Suriname - SI
65. Svezia - NO
66. Svizzera - NO
67. Togo - SI
68. Tuvalu - SI
69. USA - NO
70. GB - NO



(Articoli precedenti)

 

WELLINGTON (Nuova Zelanda) 22 dicembre 2005   - Centinaia di volontari, compresi parecchi turisti, stanno lottando da due giorni per salvare circa 120 balene arenate su una spiaggia dell'Isola del Sud, nel più grande fenomeno del genere in Nuova Zelanda da 12 anni. Da quando le balene si sono arenate martedì sulla spiaggia di Puponga, circa 150 km a nordovest della città di Nelson, 19 sono già morte, secondo quanto riferito da mezzi di informazione locali.

 

SYDNEY, 22 DIC - GREENPEACE AFFRONTA FLOTTA GIAPPONESE MARI ANTARTICI. Cannoni ad acqua e battelli rovesciati, in uno scontro 'da Davide e Golia' fra due equipaggi di Greenpeace e una flotta di cinque baleniere giapponesi nelle acque gelide dell'Oceano Meridionale, dove i grandi cetacei dovrebbero essere protetti da un Santuario internazionale. Le baleniere, munite di grandi stive frigorifere, stavano cacciando e macellando balene minke, o balenottere minori, quando sono state individuate ieri da due navi dell'organizzazione ambientalista, Esperanza e Arctic Sunrise.

 

SIDNEY  07 -01- 2006  - NUOVO ATTO DI FORZA DI GREENPEACE che ostacola fisicamente l'attività delle grandi navi della flotta giapponese per tenere desta l'attenzione del mondo sul massacro delle balene. La loro battaglia sarà dura. Ma gli attivisti di Greenpeace impegnati nella campagna di salvataggio delle balene, oggetto di una caccia sfrenata nei Mari del Sud, non hanno intenzione di demordere.

E anche in questi giorni sono entrati in azione.

 

SYDNEY, 13 -01-2006 - Il governo laburista della Nuova Zelanda si schiera dalla parte degli ambientalisti nella 'guerra navale' contro le baleniere giapponesi. Due le mosse: mandare di pattuglia un aereo militare e invitare altri paesi a protestare presso Tokyo. Il ministro dell'Ambiente Chris Carter ha esortato Australia,Gran Bretagna e altri paesi europei a sottoscrivere una lettera di protesta da mandare al governo nipponico. 'Una reazione concertata - ha detto - potra' mettere fine all'uccisione delle balene'.

 

SYDNEY, 16 GEN  Greenpeace sta rivedendo le sue tattiche, dopo che un arpione sparato da una baleniera giapponese ha mancato di poco un suo gommone che cercava di fare da scudo a una balena, facendo cadere uno degli attivisti nell'acqua gelida del mare antartico.

 

ROMA - 18-01 2006 Roma, Italia Smettere immediatamente di cacciare le balene. E' la richiesta che è stata consegnata ai ministri degli Esteri e della Pesca del Giappone da Italia, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna e Svezia.

La protesta formale dei 17 Paesi riguarda l'aumento sconsiderato delle balene cacciate dal Giappone che ne caccia più ora che nei 31 anni precedenti la moratoria, in vigore dal 1986. I governi fanno notare anche come il Giappone non abbia rispettato gli inviti a non aumentare il numero di balene cacciate rivoltogli dalla Commissione Baleniera Internazionale.

 

21 giugno 2006

Balene battono Giappone 5 a 1

Nonostante le pressioni e le manipolazioni politiche ed economiche il Giappone non è riuscito a far riaprire la mattanza alle balene.

Ieri si è svolta una partita ben più importante di quelle che si stanno svolgendo sui campi tedeschi. Era la partita delle balene. Balene contro Giappone. Nelle isole S. Kids & Navy si è svolta la 58° riunione della commissione baleniera internazionale e il Giappone aveva richiesto la riapertura della caccia alle balene.
Queste le votazioni che erano nell'agenda: Il Giappone chiedeva il voto segreto: vincono le balene 33 a 30; il voto è pubblico. Il Giappone chiedeva di poter cacciare le balene vicino alle coste: vincono le balene 31 a 30, proposta bocciata per solo un voto. Il Giappone chiedeva di poter cacciare la balena Minke: vincono le balene 31 a 30, la caccia non è riaperta per solo un voto. Il Giappone voleva togliere dall'agenda della commissione i cetacei minori: vincono le balene 32 a 30, i cetacei minori sono ancora in agenda. Il Giappone voleva eliminare il santuario dell'atlantico: vincono le balene 33 a 28. Purtroppo il Giappone ha voluto dimostrare il suo potere ed è riuscito a far approvare la dichiarazione di San Kitts & Navy. Una dichiarazione non vincolante che proponeva la riapertura della caccia: in questo caso Giappone vince 33 a 32 grazie all'adesione all'ultimo momento di Senegal e Togo. Mentre tutto il mondo era concentrato sul mondiale di calcio, le balene facevano ben cinque gol al Giappone e ai suoi sterminatori alleati, incassandone uno. Il ministro dell'Ambiente italiano Pecoraro annuncia l'impegno dell'Italia nel consiglio dei ministri europei: «Chiederò di muoverci unitariamente in difesa delle balene» e con efficacia anche in questo ambito, magari costruendo strategie comuni prima delle riunioni dell'Iwc».

 Carne di Balena?

No, grazie, preferisco le carote.

 


Per capire meglio:

La International Whaling Commission (IWC) venne istituita nel 1946 per "garantire la conservazione delle popolazioni di balene in modo da permettere lo sviluppo dell’industria della caccia". A quell’epoca, la caccia indiscriminata aveva già decimato diverse popolazioni di grandi balene. La balena grigia, la balena della Groenlandia e la balena franca erano infatti considerate specie commercialmente estinte. Questa situazione perdurò fino a quando nel 1982, i membri dell’IWC votarono l’introduzione di una moratoria sulla caccia commerciale, entrata in vigore nel 1986.

 

E’ proprio nella Convenzione IWC (Commissione Baleniera Internazionale), la scappatoia che permette agli stati di cacciare balene per legittimi scopi scientifici. Norvegia e Giappone, che sono, a tutt’oggi, gli unici due paesi che hanno industrie baleniere, aggirano il divieto di commercio riguardo alle loro attività di cacciatori di frodo, sviluppando dei registri del DNA per tutte quelle balene catturate entro le quote da loro stessi stabilite, in modo che la carne di balena sul mercato possa essere controllata per verificare se proviene dalla loro caccia “regolare”.
 

Giappone (e Norvegia) non rispettano il divieto sul commercio internazionale di carne di balena come stabilito dalla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora). A tutt’oggi più di 150 paesi fanno parte del trattato CITES.  Giappone e Norvegia hanno ripetutamente chiesto alla CITES di spostare le balene ad una categoria più bassa di protezione (Appendice II) che permetterebbe un traffico commerciale.  E ripetutamente, le Parti della CITES hanno rifiutato questa proposta.

 

Non si riesce a trovare una strada per far progredire l'IWC a favore della tutela delle balene: l'ingresso di nuovi paesi all'interno dell'IWC potrebbe far uscire la gestione delle balene dallo status-quo e portare nuova linfa vitale capace di smuovere decisioni importanti come l'istituzione di nuovi santuari per le balene, l'eliminazione della cosiddetta caccia scientifica che ha consentito al Giappone di cacciare, dal 1986 fino ad oggi migliaia di balene, comprese alcune specie  fortemente minacciate, come , per esempio,  la Balenottera boreale.

 

“Delle 80 specie di cetacei esistenti nel mondo, 13 sono considerate minacciate dall’ IUCN (Unione Mondiale della Conservazione) ma per ben 39 specie non vi sono dati sufficienti di conoscenza”.

Da sempre il Giappone desidera riaprire la caccia su larga scala ed in quest’ottica ha intrapreso una serie di iniziative volte alla rimozione della moratoria. Incapace di convincere i membri dell’IWC dell’importanza di revocare la moratoria, ha avviato un vera e propria campagna di acquisto voti con l’obiettivo di manipolare il lavoro della Commissione e stravolgere la composizione dei due schieramenti.

 

Sottolinea Giuseppe Notarbartolo di Sciara, uno dei massimi esperti di cetacei …”Per salvare i cetacei, giganti estremamente fragili anche per la loro bassa natalità”, suggerisce Notarbartolo vanno create aree protette marine, grandi santuari d'alto mare come quello istituito nel Mar Ligure, e lo stop immediato alla caccia, un'attività assolutamente anacronistica”.


 

MORATORIA AGGIRATA - Tokyo aveva abbandonato la caccia commerciale alle balene nel 1986 in ottemperanza ad una moratoria internazionale, ma dall'anno dopo ha dato inizio ad un programma di ricerca, che non è altro che una caccia commerciale mascherata, per rifornire i mercati del pesce e i ristoranti del Paese, dove la carne di balena è molto ricercata.«La caccia alle balene non può essere giustificata da motivazioni scientifiche». E' cio che emerge dal nuovo rapporto del Wwf presentato in occasione dell'apertura odierna della 57a Commissione baleniera Internazionale in Corea. Il Giappone ha infatti annunciato in occasione dell'apertura dei lavori che rafforzerà la caccia alle balene per scopi scientifici e di ricerca sfidando così i partner internazionali riuniti a Ulsan. Il rapporto sottolinea, inoltre, che nonostante dal 1986 è diventata operativa la moratoria che proibisce la caccia alle balena, ne sono stati uccisi 24.000 esemplari. Settemila in nome della scienza. Principale colpevole proprio il Giappone, che usa, secondo il rapporto, presunte giustificazioni scientifiche per aggirare la moratoria.

 

TECNICHE MODERNE - Esistono tecniche di studio non letali che permettono di conoscere in modo essenziale le caratteristiche di questi mammiferi e che danno risultati migliori di quelle usate dai giapponesi.  Secondo queste moderne procedure sono sufficienti piccoli campioni cutanei del mammifero per studiare la natura delle balene. Questo campione si può prelevare facilmente, attraverso l'uso di una freccetta da biopsia, senza togliere la vita ai mammiferi.

 

Il Giappone, una delle nazioni più avanzate al mondo in termini di progresso tecnologico, si ostina a uccidere ogni anno 650 balene utilizzando nel XXI secolo la scienza degli anni '40".

 

Per la cronaca il Giappone impiega la "Whalegrenade 99": una cartuccia d'acciaio di 5 cm, contenente 20 gr. di esplosivo penthrite che viene sparata da un cannone. Quando penetra nella balena, esplode creando temperature di alcune migliaia di gradi e la balena muore in 2 o 3 minuti.